LA COMPONENTE ELASTICA

La flessibilità è un elemento fondamentale del muoversi funzionale pur essendo frequentemente sottostimata e male interpretata.
Flessibilità e stretching non sono sinonimi ma rappresentano due aspetti della capacità escursiva delle articolazioni durante il movimento.
Una carenza dal punto di vista della mobilità articolare può rappresentare un limite nelle doti sportive impedendo la massima espressione dell’atleta durante la sessione di allenamento o durante una gara.
La flessibilità deve essere concepita in maniera tridimensionale, cioè su tutti e tre i piani di movimento.
Come dice il fisioterapista Gray: “La flessibilità è la giusta misura di movimento, della giusta articolazione, sul giusto piano, nel momento giusto.”
Ritagliare una parentesi di tempo durante l’allenamento, all’inizio della seduta, inserendo esercizi di mobilità articolare dinamica è la soluzione migliore per mantenere vive queste doti.
Evitare lo stretching statico all’inizio dell’allenamento è un suggerimento da ascoltare se non si vuole perdere in elasticità muscolare a scapito della performance.
Lo stretching statico, è stato provato, non previene traumi muscolari e rallenta l’esecuzione dei movimenti; meglio tenerlo come esercizio di defaticamento al termine della seduta.

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