VARIABILITA’, IN POCHE PAROLE ALLENARSI FUNZIONALE

La capacità di adattamento dell’organismo umano è immensa.
Questo è un bene ma nello stesso tempo un male per chi pratica attività fisica.

La capacità di adattamento dell’organismo umano è immensa.
Questo è un bene ma nello stesso tempo un male per chi pratica attività fisica.
Chi vuole migliorare le proprie capacità oppure vuole ridurre la massa grassa, non deve affidarsi a degli standard di allenamento ma deve essere capace di affrontare sempre nuove sfide che siano in grado di ‘stressare’ il corpo al fine di indurlo sempre a nuovi adattamenti e, quindi, a nuovi miglioramenti.
La VARIABILITA’ è un tema importante ma anche stancante per alcuni sedicenti allenatori abituati a fare schede o fantasmagorici WOD abbandonando poi il cliente al suo destino.
Il fattore ‘variabilità’ si può gestire utilizzando i tempi di durata delle ripetute in relazione all’intensità degli esercizi.
Le pause tra le stazioni di un circuito non devono mai avere la stessa durata e devono variare ad ogni sessione di allenamento; a volte, anche eliminarle non è proprio un male, riducendole al tempo necessario per il passaggio tra una stazione e l’altra.
Inserire tratti di corsa di 10 minuti max alla fine di un lavoro a circuito può sconvolgere l’organismo già adattatesi al lavoro fatto fino ad allora.
A volte, anziché programmare una molteplicità di esercizi di un circuito, può risultare utile un lavoro ‘insistente’ su un solo esercizio che abbia caratteristiche di impegno multi-articolare (ad esempio il BARBELL THRUSTER) puntando sull’incremento del peso dell’attrezzo o sulla frequenza del movimento e magari lavorando a coppie in modo da sfruttare il lavoro del compagno per il proprio recupero.
E ancora, il nostro #MARC (metabolic atletica random circuit) (vedi post) è un allenamento altamente disorientante per osteggiare l’adattabilità dell’organismo.
I nostri FUNCTIONERS riscontrano ottimi risultati in questo modo; alcuni, che partecipano a gare amatoriali di corsa, hanno visto migliorare marcatamente la loro performance in termini di tempo e di resistenza alla fatica.
Chi soffre per problemi posturali si rende conto che disorientare il corpo significa indurlo a star sempre meglio.

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